sabato 7 novembre 2009



Nella conferenza stampa tenuta ieri nella sede nazionale in Via Luisa di Savoia, Francesco Storace ha annunciato il sostegno de La Destra al PdL nelle elezioni regionali di primavera. Si consuma così un altro giro di walzer dell'ex governatore del Lazio che, dopo l' equivoca alleanza alle scorse elezioni europee con Francesco Pionati, ex UDC, e con la Lista per le Autonomie, decide de facto, il rientro nel recinto berlusconiano. Storace in questo modo dimostra ancora una volta la sua cronica incapacità ad essere forza di opposizione e, nella speranza di un improbabile assessorato, decide di farsi usare mandando a cartequarantotto l'intero progetto che aveva determinato la nascita della sua formazione politica. Alla conferenza de La Destra a Pomezia, fissata per domenica prossima, interverrà persino Ignazio La Russa, neoconvertito alle "glorie" dell'8 settembre, sostenitore delle guerre americane e della costruzione nella base militare di Cameri (NO) dell'aereo americano da bombardamento F35, per il quale ha già impegnato decine di miliardi di euro del denaro pubblico.
In tal modo si compie l'ultimo atto di un politico ormai a mezzo servizio che da tempo ha perso ogni credibilità oltre al minimo peso politico. Ricordiamo che alle europee La Destra ha conseguito lo 0,6%. Niente a fronte del largo spiegamento di mezzi economici e di una campagna elettorale costosissima.
Con il suo ultimo atto Storace si mette su una strada senza ritorno, una strada dettata come al solito solo da ambizioni e trattative personali e non da un progetto. Avanti dunque e veloce sul viale del tramonto.
Tutti coloro che si battono per la costruzione di un Movimento di opposizione nazionale già da tempo infatti gli hanno voltato le spalle.

QUANDO TUTTI I PARTITI HANNO FIRMATO IL TRATTATO DI LISBONA

FORZANUOVA AVEVA AVVERTITO:

1. Con questo trattato verrà meno la sovranità nazionale italiana;
2. questo trattato ci costringerà ad accettare decisioni di corti di giustizia straniere;
3. questo trattato imporrà i controvalori massonici anti-cristiani;
4. questo trattato ci imporrà i matrimoni omosessuali;
5. questo trattato ci imporrà aborto ed eutanasia;
6. questo trattato osteggerà, in ogni modo possibile, la Religione Cattolica e come ovvio nel caso del Crocifisso i suoi simboli.


Alcuni Paesi guidati da gente più accorta della nostra hanno barattato in cambio della firma al Trattato l’ opzione di non seguire la Carta dei Diritti che è alla base della decisione di Strasburgo. L’ Italia no, Pd, Pdl e Lega hanno fatto passare questo Trattato in Parlamento all’ unanimità E’ inutile che oggi i partiti farisei facciano finta di scandalizzarsi di fronte alla sentenza di Strasburgo che vieta di esporre il Crocefisso. Loro sapevano bene tutto. Forza Nuova avvertì, nella persona di Roberto Fiore perfino esponenti importanti della Lega che dissero di non potere nulla perché erano arrivati ordini precisi da Berlusconi a Bossi che il Trattato di Lisbona andava firmato. I diktat di Strasburgo sono esecutivi. Tra poco impediranno ai militanti ed esponenti politici di Forza Nuova di difendere il diritto naturale, ai nostri sacerdoti di dire la Verità dai pulpiti delle Chiese ed alla gente semplice di sostenere la legge del buon senso . I partiti, firmando e votando, all’unanimità il Trattato di Lisbona, sono tutti complici. Come sempre, nella storia, quando l’identità e la tradizione popolare sono sotto attacco, l’unica salvezza risiede nell’insorgenza.


La Segreteria Nazionale

giovedì 5 novembre 2009

NAPOLI: FORZA NUOVA SCENDE IN PIAZZA!
Sabato 14 novembre alle ore 10.30, Forza Nuova Napoli organizza una manifestazione in Piazza Trieste e Trento per protestare contro la scellerata gestione della giunta regionale di centro sinistra guidata da Antonio Bassolino. L’incontro sarà anche l’occasione per puntualizzare i punti fermi del nostro credo politico, in particolare riferimento allo scandaloso provvedimento assunto dal Parlamento Europeo circa la dismissione del Crocefisso dalle scuole, oltre che alla vergognosa condotta di alcuni politici che, invece di attendere col massimo impegno possibile ai proprio incarichi di governo, passano il proprio tempo con escort, trans e stupefacenti vari. Che schifo! I militanti sono invitati ad intervenite numerosi, facciamo vedere che ci siamo! Per l’occasione, saranno presenti all’evento i vertici delle province campane del movimento, oltre che il segretario regionale di Forza Nuova, Avv. Michele Anonio Giliberti.
W l’Italia, W Forza Nuova!

Forza Nuova Napoli
Avv. Cafaro Riccardo
Coordinatore Provinciale

martedì 3 novembre 2009

CROCIFISSI,FN:CI MOBILITEREMO SUBITO

Il coordinatore nazionale di Forza Nuova Paolo Caratossidis commenta la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo sulla presenza dei crocifissi in aula in Italia:"Si tratta di una sentenza vergognosa, indecente, offensiva delle tradizioni dell'intera Europa oltrechè dell'Italia. Ci mobilitiamo immediatamente contro questo scempio, che se non verrà fermato sul nascere ci costringerà ad agire in modo pesante anche, se necessario, ai confini della legalità, perchè non possiamo accettare di ripudiare la nostra storia. Ecco a cosa siamo arrivati omettendo di inserire le radici cristiane nella Costituzione europea: al rifiuto esplicito della nostra identità, cosa che mai permetteremo. Le belle parole del governo oggi sono pura propaganda:è bene che l'Italia faccia ricorso, ma lo stessa destra che si dice indignata dalla sentenza è unita nell'appoggiare il Trattato di Lisbona che priverà definitivamente l'Italia di ogni autonomia giuridica e politica. Forza Nuova è pronta a scendere in piazza subito, per chiedere anche una consultazione popolare sulla carta di Lisbona.".
E conclude:"E' gravissimo che dei burocrati vengano a imporre i loro dogmi iperlaicisti a casa nostra: se qualcuno tenterà di rimuovere il crocefisso dalle scuole si troverà contro un muro umano guidato da Forza Nuova. Chi pensa di minare alle fondamenta i riferimenti storici del nostro Popolo se ne pentirà amaramente. Iniziamo una campagna per riportare i crocifissi in tutte le scuole da subito."

United States of… Europe


I motivi per disapprovare l’entrata in vigore ormai imminente del Trattato di Lisbona sono molteplici, per racchiuderli in una sintetica forma dialettica ci basta definire il Trattato un significativo passo in avanti verso quel Nuovo Ordine Mondiale che intende spazzar via anche il poco che è rimasto di un pluralismo culturale dei popoli per sostituirlo con una indistinguibile massa universale di utenti, amorfi e privi di capacità critica. Il fine è a noi dunque terribilmente noto. I mezzi utilizzati per giungervi non fanno altro che avvalorare questa nostra convinzione. Sarà quindi nostra cura occuparci brevemente proprio di questi ultimi, ponendo l’accento sul ruolo svolto dai media per veicolare il consenso dell’opinione pubblica verso il Trattato, sottacendo sul suo contenuto ed esercitando una campagna pressante dai toni terroristici all’indirizzo dei cittadini irlandesi, dal cui voto del mese scorso è dipesa la sopravvivenza di questa legge europea. E’ innanzitutto necessaria una premessa cronologica di carattere politico-giuridico sul Trattato: lo scopo dell’Unione Europea di accentrare i poteri amministrativi entro la propria egida, al fine realizzare i suoi piani mondialisti, passa attraverso una fondamentale condizione, quella di limitare ulteriormente le sovranità nazionali e sopprimere ogni sussulto d’orgoglio, ogni velleità identitaria dei popoli europei. Siamo agli inizi del millennio e per il raggiungimento di tale scopo non è evidentemente sufficiente l’attuale struttura politica dell’UE, già di per sé invasiva rispetto alle giurisdizioni nazionali, ma è necessario contemplare una sorta di Costituzione, un vero e proprio testo unico (ramificato in un groviglio cervellotico di emendamenti), osservato da tutti gli Stati membri, che regola la materia giuridica ed economica d’ognuno a beneficio di un’unica istituzione con sedi a Strasburgo ed a Bruxelles, un super-governo sovranazionale. Spinti da questi propositi, i governanti dell’UE si danno appuntamento nel 2001 nella cittadina belga di Laeken, lido da cui deve partire l’iter burocratico per l’entrata in vigore della Costituzione Europea. Il processo di ratifica sembra fluire agevolmente attraverso i parlamenti degli Stati membri, ma si arena irrimediabilmente non appena viene chiesta l’approvazione popolare: nel 2005 Francia ed Olanda, fedeli a quanto previsto dalle loro leggi nazionali, debbono sottoporre la ratifica del testo al voto dei cittadini che, in modo netto, vi si oppongono. Il progetto mondialista subisce così un arresto deciso ma non definitivo. Il 13 dicembre 2007 si riuniscono in un modo più o meno segreto a Lisbona i capi di governo europei (strategicamente, senza che la notizia venga enfatizzata dai loro lustrini della carta stampata e delle TV) e decidono di riproporre la Costituzione sotto nuove spoglie; nasce il Trattato di Lisbona. L’intenzione viene esplicitata mesi dopo, ma clamorosamente sottaciuta o quasi dalla libera informazione nostrana, dall’allora Ministro dell’Interno italiano Amato: “Fu deciso che il documento fosse illeggibile, poiché così non sarebbe stato costituzionale (evitando in tal modo i referendum, nda)… Fosse invece stato comprensibile, vi sarebbero state ragioni per sottoporlo a referendum, perché avrebbe significato che c’era qualcosa di nuovo (rispetto alla Costituzione bocciata nel 2005, nda)”. A Lisbona non viene quindi fatto altro che escogitare un sotterfugio per sottrarre la Costituzione ad una nuova bocciatura referendaria. Stavolta il nuovo percorso di ratifica non deve conoscere alcun ostacolo reale e concreto e così sembra essere inizialmente: le uniche inoffensive barricate sono in Italia i proclami della Lega Nord che si rivelano fatui al momento del voto in parlamento, visto che il Trattato viene ratificato dall’unanimità dei votanti. Ma ciò che in Italia è fatuo, si rivela solido laddove i politici, temprati da una cultura radicata e da una storia recente che li ha abituati a dover tenere in alta considerazione le istanze del popolo, sembrano mantenere un ruolo di espressione comunitaria: in Irlanda. E’ da una verifica parlamentare in quel di Dublino che matura la scelta di sottoporre il Trattato ad un referendum che si tiene nel giugno del 2008 e vede affermarsi la vittoria del no al Trattato. Lo sproporzionato rapporto di forze a favore del Sì in campagna elettorale non è valso al cospetto dell’irish fighting. Ancora una volta gli indomiti gaelici, coerenti alla secolare storia che li ha visti combattere strenuamente e spesso vincere contro ogni previsione l’imperialismo britannico, hanno assunto le vesti di Davide contro Golia, soprattutto grazie alle mobilitazioni della popolazione agricola, la meno contagiata dagli effetti del consumismo e del melting pot dublinesi. Impaccio e delusione sono i primi sentimenti che percuotono le stanze dei bottoni, così distanti (e non solo geograficamente…) dalle verdi campagne d’Irlanda dove monta un euroscetticismo che s’è manifestato con l’atto d’ostracismoal progetto mondialista di Lisbona. Ma del resto i potenti dell’UE hanno già stabilito la propria volontà di andare avanti, nonostante tutto e tutti, nonostante quattro milioni di cocciuti irlandesi (ben presto tacciati - implicitamente e non - d’esser degli ottusi e dei retrogradi che non sanno guardare al futuro); un democratico processo non s’ha da fare e vengono schierati i mezzi pesanti per aver ragione di cotanta ostinazione gaelica. In barba ad ogni retorica che vorrebbe il popolo sovrano, un nuovo referendum viene indetto di lì ad un anno, la data esatta è il 3 ottobre del 2009, e tutto viene curato nei minimi dettagli affinchè il risultato del giugno 2008 venga ribaltato. E’ di nuovo attraverso la bocca di un nostro connazionale, il Presidente della Repubblica Napolitano, che vogliamo presentare il clima che inaugura questo nuovo periodo pre-elezioni in Irlanda: “È l’ora di una scelta coraggiosa da parte di quanti vogliono dare coerente sviluppo alla costruzione europea, lasciandone fuori chi minaccia di bloccarli. Non si può pensare che la decisione di poco più della metà degli elettori di un Paese che rappresenta meno dell’1% della popolazione dell’Unione possa arrestare l’indispensabile, e oramai non più procrastinabile, processo di riforma”. Che dura arringa! Alla faccia dei toni pacati che tanto va sbandierando, caro Presidente! Ebbene, queste parole di Napolitano sono soltanto l’eco di una campagna intimidatoria che, servendosi delle collettive preoccupazioni legate al periodo di crisi globale, agisce come fiato sul collo dei cittadini irlandesi. Eventi apocalittici per il paese vengono prefigurati qualora un altro no dovesse essere la risposta al Trattato di Lisbona. Strane notizie che vedono protagonista l’Irlanda iniziano a circolare ad arte, in modo scadenzato, sugli organi di stampa europei e contribuiscono a creare tra gli irlandesi la sindrome da isolamento, la fobia di ritrovarsi soli ed indifesi di fronte alle avversità che i crudeli destini sembranovoler riservare alla loro verde terra. Nel dicembre del 2008 - proprio nel mese di Natale, festività particolarmente sentita nella cattolica Irlanda e proficua dal punto di vista della vendita di carni che riempiono riccamente le tavole fino a Capodanno - una bufera mediatica sconvolge l’Irlanda. “Carne irlandese alla diossina” sono i terrorifici titoli dei giornali europei. Più serenamente, un controllo su alcuni capi di bestiame d’allevamenti irlandesi ha evidenziato la presenza di questo contagioso composto organico. Ora, il fatto che vi siano alcuni capi di bestiame infetti è nell’ordine naturale delle cose in qualunque allevamento del mondo; tutto sta nella risonanza che si vuol dare alla notizia per farne un caso eccezionale e stroncare il mercato di esportazione, dando un colpo all’economia irlandese ed inducendo la popolazione ad una riflessione dalle ovvie ripercussioni sul voto al referendum: se l’UE fosse stata più presente in Irlanda, maggiori e più qualificati controlli avrebbero scongiurato questo flagello che ha colpito il nostro mercato? Ed ancora, nel maggio del 2009 un nuovo capitolo del tormentone preti pedofili irrompe nella cattolica Irlanda, stavolta senza un motivo scatenante ma semplicemente per rivangare vecchie litanie: i sacerdoti in Irlanda sono degli orchi ed è dunque consigliabile, non solo che le madri tengano i loro figli lontani dalle parrocchie, ma anche che i contenuti delle prediche di questi signori vengano ridimensionati rispetto al ruolo che storicamente ricoprono in un paese così fiero della sua cattolicità. Ora, che esistano preti pedofili in Irlanda è indubbio, che essi siano esseri spregevoli al pari di tutti coloro che abusano dei bambini a prescindere dall’abito che indossano lo è altrettanto, ma è indubbio anche che i casi di preti pedofili si registrano ad ogni latitudine. Pure in questo caso, tutto risiede nella risonanza che si vuol dare alla notizia al fine di contribuire a suscitare quell’effetto di sindrome da isolamento: se fossimo più coinvolti in quel laico processo culturale che investe il resto d’Europa, verrebbe meno quel bieco tentativo di nascondere i propri lati oscuri da parte della despotica Chiesa? Guarda caso, proprio la Comunità Episcopale Irlandese cambia posizione politica e, abbandonando le originarie perplessità relative all’introduzione della pena di morte applicata subdolamente nel Trattato, si schiera espressamente a favore dello stesso. Che si sia sentita minacciata dalle campagne mediatiche mossegli contro ed abbia optato per salire sul carrozzone dei potenti per non esserne investita? A proposito di cambi di bandiera, è singolare il caso di Michael O’Leary, direttore generale della famosa compagnia aerea irlandese a basso costo Ryanair, che nell’arco di pochi mesi non solo cambia schieramento approdando nell’alveo già nutrito di multinazionali e personaggi pubblici irlandesi assoldati al fronte del Sì, ma lo fa sposando la nuova battaglia con enorme veemenza. Dà vita ad una campagna elettorale in pieno stile commerciale aggressivo, servendosi del forte strumento rappresentato dalla propria azienda: prezzi dei biglietti stracciati ai cittadini irlandesi per incentivare il voto favorevole, coinvolgimento coatto dei propri dipendenti, oltre ad una spesa di 200.000 euro in pubblicità sui giornali ed in internet. Tutto questo è Ryanair, la tanto vituperata Mediaset in confronto sembra essere roba da principianti… Il messaggio di O’Leary si unisce a quello dei suoi colleghi industriali, delle banche, dell’alta finanza, dei politici allineati ai diktat europei: cari irlandesi, se stavolta non votate sì al trattato, potete scordarvi tanti privilegi, per esempio quello di potervi avvalere di una compagnia aerea flessibile dai prezzi concorrenziali come Ryanair; ma soprattutto dimenticatevi quegli aiuti economici dell’UE che, nonostante la crisi e la recessione, hanno permesso all’economia di non crollare. Ebbene, una campagna terroristica che ha sortito gli effetti che tutti, nelle stanze dei bottoni, auspicavano: il 3 ottobre scorso il 67% dei votanti si è detto favorevole al Trattato, che è dunque stato ratificato anche in Irlanda. A questo punto non manca che la ratifica della Repubblica Ceca. Sembra di nuovo che il processo stia incespicando, ma è nulla più di un gioco delle parti tanto comune in politica. Il Presidente ceco Klaus, agitando il pericolo di bloccare il processo, sta solo tentando di ottenere più garanzie possibili dall’UE, consapevole del ruolo chiave recitato dal suo paese in questa fase. D’altronde il processo di ratifica di questo importante e preoccupante tassello mondialista ci ha insegnato che quando a decidere sul suo conto sono i politicanti, così esperti nell’inerpicarsi tra le logiche del compromesso, non v’è da dubitare affatto sul parere favorevole; al contrario, quando un popolo è chiamato ad esprimersi liberamente ed il suo voto si rivela contrario a quanto prospettato dai vertici del potere economico e politico, si corre ai ripari. Con la vessazione, con il ricatto, con la minaccia, col terrorismo mediatico ordito per mezzo della stessa stampa che si arroga il diritto di lamentare scarsa libertà d’informazione. La democrazia ammantataci è soltanto retorica, un oppio psicologico che talvolta però, dietro un fumo narcotizzante, lascia trapelare la sua reale identità da gangster. Gangster che ora l’UE - con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona - si appresta ad imitare sul serio, copiandone la struttura politica nella quale essi hanno creato fortune: Stati Uniti, sì… ma d’Europa.

mercoledì 28 ottobre 2009

28 OTTOBRE 2009
87° ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE

lunedì 26 ottobre 2009





COMUNICATO STAMPA

OGGETTO: Esito manifestazione Domenica 25 ottobre a Ceppaloni

E’ con grande entusiasmo che rendiamo noto l’esito della manifestazione “Legalità” svoltasi ieri, domenica 25 ottobre, a Ceppaloni (Benevento). Forza Nuova-Sannio ha sfidato la politica della Casta nel “Tempio dei Farisei”, quella Ceppaloni feudo indiscusso dei Mastella e della sua politica clientelare. Con particolare soddisfazione tiriamo le somme di quanto avvenuto. Abbiamo visto la partecipazione di tantissimi militanti e simpatizzanti, ma anche gente comune, che con condivisione di spiriti ha sostenuto la nostra iniziativa manifestando in modo compatto e abbracciando con affetto il Segretario Nazionale di Forza Nuova, l’Onorevole Roberto Fiore.
L’evento di Ceppaloni è servito anche per accorciare le distanze nell’Area Nazionalpopolare. Sono stati infatti della serata, per Fiamma Tricolore: il Dirigenti Provinciali, Angelo Russo, e Dirigenti Regionali Giuseppe Casaluce e Paolino Tizzano. Ha portato il suo saluto il Coordinatore Provinciale di La Destra, Ciro Vallone.
I Coordinatori sanniti dei tre movimenti, Caporaso (Forza Nuova) – Vallone (La Destra) – Russo (Fiamma Tricolore), hanno prontamente espresso la volontà di ritornare in piazza, questa volta a Benevento città, con l’idea di indire una grande manifestazione in sostegno della “Legalità, contro il marciume della politica, contro una Casta corrotta che sta affossando la collettività sannita”. Sarà una manifestazione che vedrà la partecipazione dei tre simboli, con lo scopo di annunciare una collaborazione costruttiva che possa agognare la tanto sperata riunione dell’Area Nazionalpopolare.
Anche Michele Giliberti dirigente regionale di Forza Nuova, e Giuseppe Casaluce Coordinatore Regionale di Fiamma Tricolore hanno avviato prove tecniche di dialogo in vista della prossima chiamata alle urne che vedrà il riassetto del Consiglio Regionale Campano. “Ci sono tutti i presupposti per sfidare il sistema e presentarci uniti” hanno dichiarato i due. Giliberti e Casaluce hanno anche avuto modo di dichiarare che presto parleranno con il Coordinatore Regionale di La Destra, Massimo Abbatangelo; l’idea è quella di creare una grande forza nazionalpopolare antagonista, non solo in vista della regionali, ma anche per produrre in seguito battaglie comuni.
Hanno risposto all’appello anche il Coordinatore di Forza Nuova-Napoli Riccardo Cafaro; Francesco Palatucci, Coordinatore Forza Nuova-Montella (Avellino); Beniamino Iannace, Coordinatore Forza Nuova San Leucio (Benevento); Domenico Fucci e Antonio Della Porta, Responsabili di Forza Nuova San Nazzaro e San Giorgio del Sannio(Benevento); e Massimo Lepore, “Lega della Terra Montella”.

Benevento 26/10/2009

Ufficio stampa Il Coordinatore Provinciale
Forza Nuova – Sannio Forza Nuova - Sannio
Andrea Caporaso



sabato 24 ottobre 2009

IERI LE TANGENTI DI DEL TURCO

E LA CORRUZIONE DI D'ALFONSO

OGGI L'INFILTRAZIONE DELLA CAMORRA AL SUO INTERNO
E MARRAZZO CHE VA A TRANS CON L'AUTO BLU....

CARI PIDDINI PRIMA DI TACCIARCI DI ESTREMISMO ...PENSATE!
I VERI ESTREMISTI,SFRUTTATORI E NEMICI DEL POPOLO SIETE VOI...


E DOMANI QUALE FUTURO???

ECCO IL PULITO E GENUINO VOLTO DEL PD!!



venerdì 23 ottobre 2009



DOMENICA 25 OTTOBRE ORE 20:00 CEPPALONI (BN)
P.ZZA ROSSI
(antistante il Comune)
MANIFESTAZIONE PER LA LEGALITA'
BASTA POLITICI E AMMINISTRATORI CORROTTI
MILITANTI E SIMPATIZZANTI
SONO INVITATI A PARTECIPARE
Andrea Caporaso FN Benevento

Montella sarà presente!!!

giovedì 22 ottobre 2009

COMUNICATO STAMPA FORZA NUOVA BENEVENTO

Ancora politici arrestati nel beneventano e in Campania. E’ solo di pochi giorni fa un Nostro comunicato in merito all’arresto del sindaco di Telese per reati derivanti da pessima amministrazione dell’Ente, in quell’articolo ci chiedevamo quante altre situazioni analoghe ci fossero, oggi la conferma, la prova provata. La Procura della Repubblica di Napoli ha ipotizzato i reati di truffa, falso, abuso di ufficio, turbativa d'asta e concussione per appalti, concorsi e incarichi professionali. Tra le misure prese il divieto di dimora in Campania per molti amministratori, imprenditori e politici, tra cui Sandra Lonardo Mastella, Fernando Errico, Mario Scarinzi, Bruno De Stefano, Carlo Camilleri, inoltre avviso di garanzia per il figlio della Mastella, l'avvocato Pellegrino. Oggi siamo indignati, sdegnati ed esasperati da una vicenda che ci porta alla luce, quello che noi tutti conoscevamo da tempo, cioè il marciume presente nelle Istituzioni, la gestione della cosa pubblica fatta di compromessi, ricatti, pressioni, che minano la libertà e l’emancipazione nel nostro popolo, spesso costretto a subire, inerme e per giunta in silenzio, le angherie e i soprusi di una classe politica corrotta, facendo buon viso a cattivo gioco ed essere costretti paradossalmente a patirne lo sbeffeggio nei dibattiti pubblici, quando, tutti imbellettati, lorsignori, si ergono a paladini di giustizia ed onestà! Oggi gli arresti, la giusta gogna mediatica e domani?...Sicuramente ce li ritroveremo in giro, con la solita faccia di bronzo a cercar voti, promettendo posti di lavoro, case, ponti, palazzi…parafrasando Totò in un famoso film…speriamo che il popolo non sia “fessacchiotto” e sappia, finalmente scegliere, con coraggio e vigore, cacciando definitivamente questa teppaglia dalla amministrazione della Nostra Nazione!...Popolo svegliati…la ricreazione è finita
Andrea Caporaso FN Benevento